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andrea

Domenico Marocchino

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Joined: 01-Jun-2005
3996 messaggi

«Le scarpe rotte alla Juve e le scorribande notturne Boniperti per seguirmi assoldò un maresciallo»
L’ex bianconero: «Prestai la camera a un compagno che era con una donna e nel frigo non trovò lo champagne, ma le scarpette. Se qualcosa non mi quadra, mi gratto il cuore»


di Furio Zara · 2 apr 2025

 


L’andatura dinoccolata, l’aria svagata. Irregolare per naturale attitudine, disobbediente alle leggi del branco. Domenico Marocchino ha vissuto i suoi anni da calciatore in esilio volontario sulla fascia destra, nella penombra indulgente dove hanno diritto di cittadinanza i poeti della viandanza. Lì inventava ricami di dribbling, fughe da fermo, tracce celesti per i compagni. Giocava con la posa del bambino che per strada scalcia un sassolino, perso nei suoi pensieri leggeri. Il talento non gli mancava, ma si concedeva il lusso più grande, quello di sprecarlo. Oggi è un vecchio ragazzo che va per i 68 anni e che - nell’allegro crepitio della voce che si ferma sempre un tempo prima della risata, nella prospettiva sbilenca e bellissima con cui osserva il mondo - custodisce la scintilla antica di quel bambino. «C’è il marito ormai vecchio che fa alla moglie: cara, quando muoio vorrei essere cremato. E lei di rimando: caro, con tutto quello che hai bevuto ti farò imbottigliare (ride). Sono sulle colline del Monferrato, casa mia, sto tornando da una cantina vinicola di amici. Apprezzo il vino di qualità, quasi sempre Barbera. E comunque chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere. L’ha detto Baudelaire, giusto?».
► Giusto. A spanne non ne esiste un altro, di calciatore dell’ultimo secolo, che citi Baudelaire. E che abbia letto tutto Georges Simenon.
«Mi piacciono i libri gialli perché sono come il calcio: hanno un inizio e una fine».
► Partiamo dall’inizio, da quando lei scoprì un uso anomalo del frigorifero.
«Ci mettevo dentro le scarpe da calcio. Una sera presto la camera a un compagno di squadra, aveva compagnia. A una certa ora apre il frigo, sperando di trovarci champagne. E invece c’erano le scarpe. Bucate, tra l’altro».
► Bucate?
«All’altezza dell’alluce. Alla Juve ho giocato cinque mesi con le scarpe rotte, in certi vecchi filmati si vede il calzettone che sbuca fuori. Ero pigro...».
► Quella volta del pullman della Juve sotto casa sua.
«Avevo fatto tardi, stavo dormendo. Ma ai dirigenti avevo dato un indirizzo sbagliato, a qualche decina di metri da dove abitavo. Infatti non mi trovarono, li raggiunsi dopo».
► Boniperti per controllare le sue uscite notturne assoldò un maresciallo in pensione.
«Tanti anni dopo la figlia di quel maresciallo mi disse: mio padre passava più tempo a seguire lei che a giocare con noi figlie».
► Lei ha giocato una sola partita in Nazionale: 5 dicembre 1981, Italia-Lussemburgo 1-0 a Napoli.
«Collovati segnò su corner battuto da me. Sono alto, eppure di testa non la prendevo mai. Da ragazzo mi ero beccato 6 punti di sutura dopo uno scontro. Così pensai che dovevo inventarmi una specialità: battere i corner, per esempio... Nella mia carriera a penalizzarmi è stata la distrazione. Mi distraevo per ogni cosa. Normale per uno che fino ai 17 anni è stato in collegio, avevo un debito di ossigeno nei confronti della vita».
► E quando rientrava all’alba che succedeva?
«L’allenatore della Cremonese Settembrino ci mandò in ritiro. Figurarsi, esco, torno alle quattro di mattina e lo trovo steso sul mio letto. Per poco non mi prende un colpo. A proposito: si era rotta la rete che tiene il materasso e avevo sotto il letto delle casse di acqua. Ho dormito così per un anno».
► Cosa le piace del calcio di oggi?
«Gli incompleti. Penso a Yildiz, che è come un folletto che esce dal bosco, alza sempre un po’ di vento e scompiglia l’ordine della partita. E poi mi piacciono i gesti tecnici: il gol di Orsolini a Venezia, una meraviglia. Oggi la tecnica non si insegna più».
► Chi vince lo scudetto?
«Per me l’Inter, perché è una squadra “volpina”, scaltra e di qualità. E ha anche un grandissimo giocatore sottovalutato: Mkhitaryan».
► Come definirebbe il Marocchino calciatore?
«Un giorno un amico di mio padre gli disse: “Ugo, il Domenico gioca bene a pallone, né?” E mio padre: “E il secondo tempo?”... Aveva capito tutto di me».
► Come è stato il secondo tempo della sua vita dopo il calcio?
«Mi sono spesso sentito come una barchetta in un lago, che gira ma non approda mai da nessuna parte. Oggi mi emozionano i piccoli gesti. Ogni tanto entro in chiesa e penso alle persone a cui ho voluto bene. Mi capita di andare a trovare il mio amico Gaetano Scirea, sepolto nel cimitero di Morsasco. Sto lì, ricordo, immagino, ci facciamo compagnia».
► Una persona per lei speciale nel calcio?
«Ugo Locatelli, campione del mondo con l’Italia nel 1938. Ai tempi delle giovanili della Juventus mi regalò una pallina da tennis annodata a un filo e mi disse: legatela al dito della mano, tienila lì tutto il giorno, così ci palleggi e affini la tecnica».
► Eraldo Pecci, con lei ai tempi del Bologna, ci ha raccontato che in campo capitava che lei si estraniasse dalla partita. E i compagni lo capivano perché cominciava a grattarsi. È vero?
«Sì, verissimo. L’ho sempre fatto, da piccolo e anche oggi. Quando c’è qualcosa che non mi quadra, comincio a grattarmi il cuore».
Dice proprio così, Domenico Marocchino: grattare il cuore. Ed è poesia. Perché tutto è bellezza e incanto per i cuori puri, tutto è sospeso in un tempo lieve. Conviene giocarci, con la vita. Un calcetto del piede alla pallina, confidando nel vento amico. Non salva, ma consola.


 

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Joined: 05-May-2006
7797 messaggi

Marocchino ha più interviste all'attivo che partite giocate

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Joined: 04-Apr-2006
135064 messaggi

Un calciatore con buone potenzialitá ma che non ha mantenuto le promesse.

Andava troppo dietro alle donne e in discoteca trascurando la vita d'atleta.

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Joined: 28-Mar-2025
20 messaggi

Mi è sempre stato simpatico, personaggio anarchico e godereccio...

Non era George Best ma comunque niente male tecnicamente.

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11321 messaggi
Inviato (modificato)

vabe

Modificato da UndiciLeoni

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Joined: 17-Apr-2007
29532 messaggi
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Marocco è un mito altro che vecchio trombone

è sempre stato un personaggio genuino, juventino doc, poi ha militato in una Juve infarcita di grandi campioni, quando vedi il suo nome vedi anche quello dei Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Bettega, Causio, Rossi, Platini ecc. ecc. , era uno che faceva parte di quella combriccola li eh...

 

se poi proprio vogliamo fare un paragone come tipo di personaggio, diciamo che il corrispettivo odierno sarebbe tipo un Cassano, paragoniamo un cavallo pazzo con un asino rincoglionito

 

 

 

 

Modificato da ampeg
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Joined: 11-May-2014
11321 messaggi
Inviato (modificato)
5 ore fa, ampeg ha scritto:

Marocco è un mito altro che vecchio trombone

è sempre stato un personaggio genuino, juventino doc, poi ha militato in una Juve infarcita di grandi campioni, quando vedi il suo nome vedi anche quello dei Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Bettega, Causio, Rossi, Platini ecc. ecc. , era uno che faceva parte di quella combriccola li eh...

 

se poi proprio vogliamo fare un paragone come tipo di personaggio, diciamo che il corrispettivo odierno sarebbe tipo un Cassano, paragoniamo un cavallo pazzo con un asino rincoglionito

 

 

 

 

si boh era un delirio dei miei

 

beh poraccio anche paragonarlo a cassano non è il massimo però ahah

Modificato da UndiciLeoni

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Joined: 04-Aug-2005
66796 messaggi

A me Marocchino ricorda un po' il buon Rocco Papaleo :

 

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mh

 

Cmq personaggio molto simpatico, aveva anche un buon piedino da giocatore, ma, come detto da altri, un po' troppo anarchico diciamo così.

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Joined: 04-Apr-2006
135064 messaggi
15 minuti fa, Dark Wizard ha scritto:

A me Marocchino ricorda un po' il buon Rocco Papaleo :

 

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mh

 

Cmq personaggio molto simpatico, aveva anche un buon piedino da giocatore, ma, come detto da altri, un po' troppo anarchico diciamo così.

Sí c'é una certa somiglianza. .asd 

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