Socrates 8435 Joined: 04-Apr-2006 134089 messaggi Inviato July 2, 2011 (modificato) Modificato January 10 da Socrates Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Socrates 8435 Joined: 04-Apr-2006 134089 messaggi Inviato March 13, 2022 (modificato) GIORGIO ROSSANO https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Rossano Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 20.03.1939 Luogo di morte: Viareggio (Lucca) Data di morte: 13.02.2016 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: Cino Alla Juventus dal 1959 al 1960 e dal 1961 al 1962 Esordio: 20.03.1960 - Serie A - Juventus-Lazio 2-0 Ultima partita: 21.06.1962 - Coppa Italia - Mantova-Juventus 1-0 17 presenze - 2 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Giorgio Rossano (Torino, 20 marzo 1939 – Viareggio, 13 febbraio 2016) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Giorgio Rossano Rossano alla Juventus nella stagione 1961-1962 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1966 Carriera Squadre di club 1958-1959 Pordenone 30 (3) 1959-1960 Juventus 1 (0) 1960-1961 → Bari 26 (4) 1961-1962 Juventus 16 (2) 1962-1963 Milan 3 (1) 1963-1964 Varese 4 (0) 1964-1965 Palermo 12 (4) 1965-1966 Chieri ? (?) Nazionale 1960-1961 Italia U-21 7 (5) Caratteristiche tecniche Ambidestro, poteva giocare sia da interno che da ala su entrambe le fasce. Era dotato di una buona tecnica. Carriera Club Dopo un'annata in IV Serie col Pordenone, nel 1959 approda alla Juventus, con cui esordisce in Serie A il 20 marzo 1960 in Juventus-Lazio (2-0), incontro che rimarrà l'unico disputato da Rossano in quel campionato, nel quale i bianconeri conquistano l'accoppiata scudetto-Coppa Italia. A fine stagione viene ceduto in prestito al Bari, dove disputa una buona stagione da titolare, con 4 reti all'attivo in 26 presenze, tuttavia non sufficienti ad evitare la retrocessione dei pugliesi, avvenuta dopo gli spareggi con Lecco e Udinese. Nel 1961 torna alla Juventus dove, in una delle peggiori stagioni della storia della Vecchia Signora (dodicesimo posto finale in campionato), totalizza 10 presenze in massima serie. Nell'estate 1962 passa al Milan, nello scambio che porta anche Bruno Mora in rossonero e Sandro Salvadore in bianconero. Tuttavia anche col Milan, che in quella stagione si aggiudica la Coppa dei Campioni, le apparizioni in prima squadra di Rossano sono estremamente limitate (6 presenze e 3 reti, di cui 3 con una rete in campionato). Torna brevemente alla Juventus, quindi viene ceduto al Varese, con cui, pur con sole 4 presenze in campionato, vince il campionato di Serie B 1963-1964. Resta in cadetteria anche nella stagione 1964-1965 con la maglia del Palermo (12 presenze e 4 reti), quindi prosegue la carriera nelle serie minori. In carriera ha totalizzato complessivamente 40 presenze e 5 reti in Serie A e 16 presenze e 4 reti in Serie B. Nazionale Con la Nazionale Olimpica italiana ha giocato 4 partite ai Giochi olimpici del 1960, dove gli azzurri arrivarono al quarto posto; con 4 reti messe a segno (due alla Gran Bretagna e due al Brasile durante il girone eliminatorio) fu il miglior goleador italiano nel torneo olimpico. Complessivamente ha totalizzato 7 presenze nella Nazionale Giovanile (ora Under-21). Palmarès Serie B: 1 - Varese: 1963-1964 Coppa dei Campioni: 1 - Milan: 1962-1963 Campionato italiano: 1 - Juventus: 1959-1960 Coppa Italia: 1 - Juventus: 1959-1960 Modificato January 10 da Socrates Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti
Socrates 8435 Joined: 04-Apr-2006 134089 messaggi Inviato March 13, 2022 (modificato) GIORGIO ROSSANO Uno che aveva i mezzi tecnici per farcela – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve del 9 dicembre 2019 – ma non riuscì a realizzarsi pienamente a causa di una mentalità non proprio ferrea è stato Giorgio Rossano. Il suo palmarès è degno di un campione: scudetto e Coppa Italia con la maglia della Juve, Coppa dei Campioni con quella del Milan. Eppure, la partecipazione a quelle imprese fu, da parte sua, del tutto trascurabile: il suo nome, accostato al calcio di altissimo livello, è ricordato dai meno giovani o dai più interessati alle meteore del passato, anche se sarebbe inesatto affermare che la sua parabola agonistica sia trascorsa senza lasciar segni tangibili: ha frequentato la nazionale giovanile con risultati più che degni, ha anche girovagato per la provincia italiana raccogliendo una quarantina di presenze complessive. Torinese, classe 1939, Rossano si fa notare nelle fila delle giovanili bianconere: per inciso, nel Pordenone, all’epoca militante in serie C. I neroverdi erano una sorta di succursale della Juventus, che soleva attingervi se vi scorgeva qualche talento capace di sedurla. Una sorta di giovanile a nostra disposizione, dove crebbe anche un certo Zigoni, che divenne un simbolo della nostra Serie A e non si arrese mai a chi lo voleva “normale”. Rossano debutta con la Vecchia il 20 marzo 1960: al Comunale, vinciamo 2-0 sulla Lazio in occasione della 20esima giornata di Serie A; segnano Nicolè e Charles. Quella presenza permette al ragazzo di far parte integrante della Juventus che fagocita, per prima nella storia, il primato nazionale, vincendo il tricolore e la Coppa Italia. Per il nostro, un’annata da incorniciare: del resto, era cominciata splendidamente, con brillanti prestazioni ai Giochi Olimpici romani. Era stato capocannoniere degli azzurri di Viani classificatisi quarti, aveva segnato due gol all’Inghilterra e due al Brasile (nel 3-1 che, oltre a lui, aveva visto andare in rete Gianni Rivera). Siamo ai nastri di partenza dell’annata 1960-61: Cesarini, tecnico della Vecchia, lo nota nel ritiro cuneense e lo battezza con una sentenza lapidaria: “È veramente un bravo ragazzo, in campo e fuori. Ma per diventare un giocatore vero dovrebbe girare un po’ il mondo e passare qualche notte in guardina”. Il paradosso del geniale Renato sottolineava inesorabilmente la scadenza temperamentale di Giorgio. Rossano si trasferisce momentaneamente al Bari, in prestito: I galletti retrocedono, ma il suo apporto non è affatto deludente. La stagione susseguente riapproda all’Ombra della Mole: Rossano gioca sedici incontri fra coppe e campionato, provando in due occasioni l’ebbrezza del gol. Nonostante si disimpegni con abilità tecniche non comuni in tutti i ruoli dell’attacco e sia in grado di farsi valere con entrambi i piedi non riesce a convincere pienamente lo stato maggiore bianconero. La Fidanzata d’Italia delude i suoi spasimanti, i grandi assi imboccano la parabola discendente o, come nel caso di Boniperti, hanno già appeso le scarpe al chiodo: Madama finisce dodicesima, anche se si toglie lo sfizio di divenire la prima squadra a imporsi in casa del Real Madrid in una gara valevole per una coppa europea: quella volta, a Omar, andava di segnare e far sognare, di risaltare davanti a Di Stefano e di far risaltare i compagni, di vincere. Altra estate, altro giro d’ombrellone per il buon Giorgio: finisce al Milan, nel complesso dell’operazione che porta Salvadore alla Juve e Mora in braccio al “Diavolo”. Anche in rossonero, non incide: sei partite, tre reti, sempre quando conta “meno”. Torna a Torino per l’ultima volta nel 1963, ma questa volta non strappa nemmeno un applauso: non gioca mai, e a fine anno viene ceduto al Varese; la sua avventura bianconera termina così. Se avesse avuto un po’ più di personalità e un po’ meno tecnica, forse ce l’avrebbe fatta. Già: se. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/02/giorgio-rossano.html Modificato January 10 da Socrates Condividi questo messaggio Link di questo messaggio Condividi su altri siti