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Tifoso Juventus
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  1. da Giulemani: Attualità di L. BASSO del 05/12/2011 17.01.45 'Non poteva scomparire': Dejà – Vu Vi è mai capitato di visitare un posto nuovo, o di entrare per la prima volta in un locale, e di provare quella strana sensazione di “esserci già stati”? C'è chi dice che sono reminescenze di vite passate, piccole briciole di chi “siamo stati prima” che non sono state cancellate quando il nostro spirito ha assunto questa forma mortale. Altri invece lo spiegano con piccoli “bug” del nostro cervello che collega fatti non rilevanti tra loro, o che si basa su informazioni sbagliate... Io, personalmente, sto vivendo questo fenomeno da domenica sera. Alla televisione scorrono in tutte le angolazioni le immagini del “rigore - non rigore” fischiato nel finale di Juventus – Cesena: Giaccherini è un lampo nel puntare verso la porta avversaria, il portiere gli esce incontro e – a quanto pare, tocca il pallone. Poi però, inevitabilmente, i due si toccano e lo Juventino vola per le terre. Il commento, sul quale tendenzialmente concordo, è sempre lo stesso: “...il portiere a quel punto era lì, NON POTEVA SCOMPARIRE!”. Ecco. Queste parole, ripetute all'infinito da uno, due, dieci commentatori, hanno provocato in me uno strano “Dejà-Vu”. Mi sono ritrovato a guardare le immagini di una partita da televisore a bassa definizione. Un ragazzone robusto ma velocissimo entra in area con la palla tra i piedi, un difensore di quelli tradizionalmente definiti “generosi ma limitati” si frappone tra lui e la porta. L'impatto è inevitabile. L'arbitro lascia correre, e quel momento nel tempo entra immediatamente a pieno titolo nella storia del calcio. O meglio: di un certo tipo di calcio. Quello delle polemiche, delle rivendicazioni a senso unico, quello delle dietrologie... Qualcuno prova a dire le cose come stanno: Ronaldo (perchè è di lui che parliamo) arrivava come un treno, Mark Iuliano era già lì, non poteva scomparire! E poi al massimo sarebbe stata punizione a due, se proprio vogliamo considerare un possibile fallo di ostruzione. Per tacere del fatto che, in quell'occasione: 1- Se avessero dato il rigore, prima di tutto andava segnato (per informazioni citofonare Pazzini); 2- Segnandolo la partita si sarebbe portata sul pari, visto che la Juve era in vantaggio; 3- La Juventus sarebbe comunque rimasta in testa alla classifica, visto che era già davanti. Ma tutto questo ora non importa. Importa solo che, ad anni di distanza, e a ruoli inversi, riviviamo la stessa situazione. E -come spesso solo i giornalisti sportivi sanno fare- ci si fottono diecimila anni di leggi della fisica come più ci aggrada pur di argomentare una teoria. Anche dicendo il contrario di quello che sostenevamo ieri. Qualcuno allora disse queste stesse parole: “non poteva scomparire!” E fu sbertucciato, sbeffeggiato, tacciato di partigianeria. Ieri decine di “giornalisti sportivi” hanno ripetuto come un mantra ossessivo quelle poche sillabe, meno di una decina, una litania che ti entra nel cervello. Non poteva scomparire. Ieri, Mark Iuliano era colpevole di essere lì, di sottostare come tutti noi alla legge fisica dell'incompenetrabilità dei corpi solidi, di non essere sparito smaterializzandosi in una nuvola di fumo come Harry Potter. Oggi, tutto questo non vale più. Ma non illudetevi: ciò non significa che dopo anni ed anni sia fatta giustizia per il nostro difensore col nasone. Tutto in questo mondo del pallone è temporaneo, volatile. Specie quando c'è di mezzo la Juve. Quando tra una, due o dieci giornate, Gigi Buffon si scontrerà allo stesso modo contro Totti o contro Gilardino, contro Milito o contro Lavezzi, ritorneremo a tanti anni fa. Con tutti questi signori a puntare il dito, e guai a chi dirà che “non poteva scomparire!” “Ever had a conversation - That you realise you’ve had before - Isn’t it strange Have you ever talked to someone - And you feel you know what’s coming next - It feels pre-arranged ’cause you know that you’ve heard it before - And you feel that this moment in time is for surreal - 'cause you know when you feel deja-vu” (Iron Maiden - “Dejà-Vu”)
  2. Pubblicato il 05.12.2011 Juventus - Cesena 2 - 0 - ABBIAMO BATTUTO I GUFI! di Antonio La Rosa La Juventus mantiene il primato in classifica, riuscendo a regolare il Cesena al termine di una gara difficile, quasi stregata fino a metà ripresa. E’ stato un autentico monologo bianconero (72% possesso palla, 20 conclusioni a rete contro una sola cesenate), vanificato in gran parte dalla giornata incolore del reparto offensivo, e ulteriormente complicato dagli infortuni di inizio ripresa, che hanno costretto Conte a reinventare letteralmente la linea d’attacco. Ma la caparbietà è una delle doti della Juventus di questa stagione, e così a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato al solito Marchisio; poi il generoso (ma non inesistente) rigore ha chiuso la gara, sempre ammesso che gli avversari abbiamo mai provato a metterla in discussione. La partita alla lavagna Gara molto attesa in quanto prima stagionale in assenza di Pirlo, e dunque con equilibri tecnico - tattici da perfezionare: Conte non cambia molto a dire il vero, e dunque solo Pazienza al posto di Pirlo, e identico modulo collaudato, tridente Pepe - Matri - Vucinic, e rientro di Marchisio a centrocampo; Cesena con modulo 4 - 4 - 2, coppia offensiva Mutu - Bogdani, e linea a 4 di centrocampo, Ghezzal e Martinho esterni Parolo e Guana centrali. Juventus subito in avanti, cosa che farà per tutta la gara, ma fin dai primi minuti si percepisce che manca qualcosa per rendere davvero incisiva la manovra, e più che l’assenza di Pirlo, sembrano pesare la giornata non brillante degli attaccanti, oltre a qualche problema di assetto a centrocampo, diciamo che inizialmente Marchisio e Pazienza non trovano i giusti tempi, per cui tocca a Vidal provare a costruire qualcosa. Gli unici sussulti degni di nota arrivano nel finale di tempo, quando Vucinic finalmente si mette in mostra con due azioni delle sue, e conclusioni finali, fuori una e parata l’altra. L’inizio ripresa sembra più tonico, bianconeri che chiudono del tutto gli avversari a ridosso dei 16 metri, sfiorano in un paio di occasioni il gol, ed ancora una volta Pepe si mostra il più intraprendente dei bianconeri. Gara che però si complica con le sostituzioni: esce Matri ed entra Quagliarella, ma poco dopo si infortuna Vucinic, e dunque Del Piero in campo; il capitano parte bene ma dopo pochi minuti, rimedia un calcione (fortuito a dire il vero) da parte di Rossi, che gli provoca una profondo ferita alla testa, e dunque nuovo cambio, entra Giaccherini. Come dire, nella fase più delicata, la Juventus è costretta ad attaccare con un reparto offensivo improvvisato, Quagliarella punta centrale, Pepe e Giaccherini esterni. Dopo vari tentativi, la rete arriva finalmente grazie ad una intelligente verticalizzazione di Vidal per Marchisio, che al limite dell’area di rigore, si libera bene tirando rasoterra di sinistro, a fil di palo. Cesena che neppure prova a reagire, Juventus ancora in attacco, e sull’ennesima offensiva, una uscita un pò avventurosa di Antonioli che travolge Giaccherini: rigore diciamo generoso, ma a termini di regolamento (e vedendo altri concessi in questo turno), il danno procurato c’è tutto, dato che la palla era ancora giocabile e poteva essere raggiunta da Giaccherini. La realizzazione di Vidal, con un portiere improvvisato, chiude definitivamente la gara. Juventus “in” Indubbiamente il risultato è la cosa migliore, come pure è importante avere verificato che la squadra può trovare altre soluzioni di gioco, quando manca Pirlo, anche se non della stessa qualità. E, come solito, il carattere del gruppo, emerso soprattutto dopo l’infortunio di Del Piero. Juventus “out” Probabilmente l’assenza di Pirlo ha psicologicamente condizionato la squadra, qualcuno giocava più sui nervi che sulla razionalità, quasi a dimostrare che mancando il fulcro del gioco si teme di non essere all’altezza, e ciò nonostante Pazienza abbia svolto con notevole diligenza il suo ruolo di portatore di palla con qualche lancio intelligente a scavalcare gli avversari. Certamente ha pesato la giornata incolore degli attaccanti, in particolare di Matri, e Vucinic a mezzo servizio, per cui il primo tempo è stato alquanto sterile. Le pagelle I Promossi Vidal: 7 A mio giudizio il migliore in campo. A parte il solito lavoro di interdizione, si è calato nei panni di inedito regista offensivo, sia nel primo tempo, sia nella ripresa, e non a caso il gol decisivo è scaturito da una sua intelligente verticalizzazione. Marchisio: 7 Non era stato brillantissimo fino al momento del gol, diciamo che si è percepito lo scarso affiatamento con Pazienza e dunque la sua difficoltà a trovare la giusta posizione in campo. Però, appena avuta la palla giusta, l’ha messa nel sacco, ed è quello che contava in una gara che si stava dannatamente complicando. Chiellini: 7 Bene in fase difensiva (anche se ha dovuto lavorare poco), si è spesso dedicato a dare una mano alle azioni offensive, arrivando più volte al cross da fondo campo. Sembra proprio che la fase d’appannamento si sia allontanata, per nostra fortuna. Pazienza: 6,5 Non è, nè può essere, come Pirlo, ma sicuramente è un centrocampista che ha grande diligenza e spirito di sacrificio, ha fatto e bene quello che doveva, ossia recuperare palla, gestirla di prima, provando anche a verticalizzare rapidamente. Come dire, su di lui si può contare. Per il resto direi bene Giaccherini, entrato subito nel vivo della gara; Quagliarella in costante crescita atletica e pure nei movimenti; senza voto i centrali difensivi, con Buffon più impegnato a giocare a scopone scientifico con i tifosi, per far passare il tempo (primo ed unico tiro, ad un quarto d’ora dal termine), che a badare agli attacchi avversari. Da rivedere Matri: 5,5 Una gara sotto tono, dopo tante disputate ad alto livello, può succedere, e che non fosse la sua giornata lo si è capito dal primo pallone toccato, e sprecato malamente. La sentenza Più che il Cesena, stavolta la Juventus ha battuti i ... gufi! Perchè di fatto non c’è stata partita sul campo, le statistiche in fondo dicono ancor meno di quello che si è visto per i ’90 di gioco, ossia un catenaccio stile anni ’50 fatto dai romagnoli, ed un assedio asfissiante e costante tenuto dai bianconeri padroni di casa. Ma appunto sono queste le partite più insidiose e difficili, quando si attacca, si sfiora magari la marcatura, non si segna, e possibilmente arrivano altre contrarietà, come il doppio infortunio, nel giro di pochi minuti, di Vucinic prima e Del Piero poi: segni questi di una giornata storta che non prometteva niente di buono, e che poteva finire magari con la giocata beffa a fine gara. Non è accaduto, e per certi aspetti anche questo, come il pareggio di Napoli, è segno che l’annata potrebbe riservarci delle soddisfazioni, a patto di non abbassarsi la guardia. Dicembre sarà un mese fondamentale per consolidare quanto fatto finora dalla squadra di Antonio Conte, si giocherà praticamente ogni tre giorni, tra coppa Italia e recupero della prima giornata, ci saranno due trasferte delicatissime, con un turno casalingo da non prendere sottogamba, contro il Novara. In particolare ritengo insidiosa più di quanto si possa pensare, la prossima trasferta all’Olimpico contro la Roma, dopo il turno di Coppa Italia contro il Bologna. L’ambiente giallorosso è decisamente in fermento, arrivano le prime contestazioni verso il nuovo allenatore Luis Enrique, la gara di Firenze ha mostrato crolli psicologici seri da parte di alcuni giocatori (tre espulsi ed Heinze a rischio prova TV, che non verrà presumibilmente applicata, non avendo strisce bianconere questo giocatore ...), come dire la squadra è chiamata ad un pronto riscatto e a dare prova di reattività ed attaccamento alla maglia; si aggiunga pure che le assenze non saranno così gravi come può supporsi, dato che rientrerà il "punito" Osvaldo, dunque desideroso di riscatto, e che c’è sempre la vecchia guardia pronta a scendere in campo (ossia Totti e Pizarro). Poi, dopo Roma e la gara casalinga con il Novara, ci aspetta Udine, e sarebbe importante arrivarci sempre in vetta alla classifica. Le mie postille 1 - La "mediaset" del fango. Dunque, la notizia è che Berlusconi, uscendo da Palazzo Chigi, e forse pure dalla politica, tornerà nuovamente ad essere presidente del Milan, scelta che, alla luce della legislazione vigente, costituendo "conflitto di interesse" gli impedirebbe la candidatura alla presidenza del Consiglio, alle prossime elezioni. E così i metodi che ha utilizzato alla grande con "Il Giornale", li sta trasferendo nel calcio, sempre ammesso che il gruppo di cui è padrone, non li abbia mai utilizzato in passato. Solo che adesso si sono raffinati, e dunque anzichè gettare fango direttamente contro i nemici da battere, lo si getta "trasversalmente". Ossia contro giocatori, contro dirigenti, e comunque contro persone che possono in qualche modo essere ricollegati ai nemici da battere, che quest’anno sono gli odiati bianconeri della Juventus. Mi riferisco all’enfasi con la quale, unici in Italia, hanno dato la notizia dell’arresto del padre e di una zia di Arturo Vidal, per questioni attinenti al traffico di stupefacenti. Modo per mettere in cattiva luce il giocatore, che invero, come tutti sanno o dovrebbero sapere, ha al contrario avuto una infanzia difficile, abbandonato da questo padre da piccolo, e con il quale non ha più contatti umani da tanto tempo. Ma naturalmente ai milanmediasettari al servizio del capo, queste cose non interessano. Inutile dire che questa forma di "informazione libera" si aggiunge ai vari commenti e servizi che vengono sempre confezionati in chiave antijuventina (ma stranamente mai gli anni scorsi in danno dell’Inter ...). Come dire, Andrea Agnelli, dopo la battaglia contro la Federcalcio, deve pensare seriamente alla battaglia ancora più fondamentale contro le faziosità mediatiche: che poi sono quelle che creano il cosiddetto "sentimento diffuso popolare". 2 - Scemi della settimana. Sono costretto ad usare il plurale. Perchè Juve che vince e che è in testa alla classifica, fa aumentare in maniera esponenziale i soggetti che si esibiscono in deliri e rosicamenti vari, o in affermazioni "intelligenti" da citare a perenne memoria. Ad esempio un amico lettore (Federico B.), mi riporta questo interessante dialogo, ascoltato alla radio, tra il radiocronista giallorosso Cucchi Riccardo, e il moviolaro radiofonico Grassia Filippo, famoso perchè i rigori per la sua inter ci sono sempre mentre quelli contro o per le altre (leggi Juventus) non ci sono mai. L’amico Federico mi riferisce che Grassia ha subito voluto chiarire che la juve è sì prima ma "ha faticato oltre il previsto con il Cesena, dimostrando di avere sì carattere ma scarsa qualità di gioco" (sic!); "eh ma questo rigore" gli fa eco Cucchi ridacchiando "cosa doveva fare Antonioli? evaporizzare?" e ride ancora. "Curioso" risponde Grassia "che non se ne siano accorti né l’arbtrito né il guardalinee", e ridacchiano ancora. QUESTI SIGNORI LI PAGHIAMO NOI, CAPITE? Inutile dire che nessuno ha spiegato di come un lieve contatto abbia fatto crollare a terra come un sacco il giocatore svedese che gioca a strisce rossonere, o come un mani di Milito sia stato considerato rigore per l’Inter. Ma non è l’unica perla. La migliore l’ha scritta l’ex arbitro Casarin Paolo, sul Corriere della Sera, che ha parlato di inesistente rigore decisivo a favore della Juventus. In effetti il "Real Cesena" in dieci minuti sarebbe riuscito a fare quello che non aveva saputo fare in ottanta, ossia tirare a rete e segnare due volte, solo così può spiegarsi la "decisività" di quel rigore. E dire che questo ha anche arbitrato ed è stato pure designatore internazionale, quando nel calcio comandavano Carraro e Matarrese, guarda caso due amici della concorrente della Juventus ...
  3. Non una domanda sul passaporto di Recoba! Sembrava brutto!
  4. E che vittoria! A me è piaciuta molto. e, naturalmente
  5. Ricordati del forum e della riva e la sera prima di andare a nanna devi dire almeno tre volte :interxxx:
  6. Serie A: Juve, vittoria macchiata. Il sangue di Del Piero e il rigore che non c'è. Il capitano gioca 8' e si infortuna. L'arbitro Doveri inventa il penalty del 2-0 ed espelle Antonioli. Decisivo Marchisio. Juventus-Cesena è soprattutto la partita della sfiga di Del Piero. Il "decano" della Juventus, per una volta, entra in campo con un'abbondante mezz'ora da giocare, si presenta con un colpo di tacco, un'azione in cui non viene servito da Vidal e uno splendido affondo, poi deve uscire per un tremendo impatto con Marco Rossi'. Al 63', con l'arcata sopraccigliare sinistra, urta il tacchetto della scarpa di Marco Rossi, si taglia malamente (riceverà 8 punti di sutura e Tac alla Clinica Fornaca con notte in osservazione) e deve lasciare il campo al 63'. Dopo appena 8'. Se non è sfiga questa... Ma anche il cesenate Antonioli non scherza, quanto a jella, vittima di un'espulsione avventata che contribuirà a chiudere l'incontro. L'incontro, terminato 2-0, vede fondamentalmente la squadra di Conte dominare e affondare, ma non concludere con la facilità che ci si sarebbe aspettati. In tutto il primo tempo il Cesena dal centrocampo in su, risulta non pervenuto. I piemontesi, in realtà, non brillano e in 45' raccolgono solo una conclusione dalla sinistra di Vucinic che Antonioli salva. Ma nella ripresa la musica cambia: dop 5' Vucinic e Pepe scaldano i guanti di Antonioli, poi Conte getta nella mischia Quagliarella e Del Piero (Vucinic zoppica) e arrivano i pericoli veri. Ma Pinturicchio, come detto, deve uscire (per Giaccherini) e la manovra ne risente un po'. Al 65' improvvisa conclusione di Martinho, e Buffon c'è, poi torna in sella la Juventus e lo fa con Marchisio, che affianca Matri tra i capocannonieri della Vecchia Signora in questa stagione: bello il sinistro dalla linea dell'area, Antonioli non può nulla. Sbloccato il risultato, si fa notare anche l'ex di turno Giaccherini, che dopo aver dribblato Rossi serve Pepe ma il bomber toppa. E all'83' lo stesso Giaccherini è protagonista involontario di uno svarione del direttore di gara Doveri di Roma: Lichtsteiner lancia lungo Giaccherini, Antonioli esce di pugno, respinge nettamente prima che arrivi lo juventino poi i due si scontrano. Non sarebbe né fallo dell'attaccante né fallo del portiere, ma per Doveri è rigore ed espulsione. Il Cesena ha già esaurito i cambi, quindi tra i pali va un uomo di movimento, Rodriguez, che sul rigore battuto da Vidal non può proprio niente. Il risultato, per quanto si è visto, è giusto, ma la modalità con cui è maturato penalizza troppo il Cesena. L'incontro finisce con un po' di comprensibile nervosismo di Arrigoni e dei suoi, e con l'esultanza della Juventus sotto la curva del suo stadio. I tre punti sono arrivati, la testa del campionato è confermata ma la giornata è stata decisamente marcata dalla sfiga. E dall'erroraccio di Doveri. [da virgilio.it] Voi pensate che chi ha scritto questo articolo possa considerarsi sano di mente?
  7. Lo so. Comunque c'è stato un errore dell'arbitro che in un certo modo ha influenzato il risultato. Molto probalmente, o sicuramente, ha favorito il milan chi lo sa....?
  8. Sono sicuro che quello scudetto non lo daranno a noi.
  9. E, se ho capito bene, Aquilani doveva essere espulso. Invece il milan ha continuato in undici. Mi chiedo: può essere convalidato il risultato, visto che l'arbitro ha riconosciuto l'errore tecnico?
  10. Ieri sera ho sentito un poco dell'intervista del dopopartita(persa ) all'ex nostro allenatore-cantante: non si è dichiarato vittima dell'arbitro ed era sorridente nonostante la sconfitta. Insomma era tornato Normalman.
  11. A scrocco su You tube. C'è Mazzarri che sembra adatto ad un ruolo nella sceneggiata napoletana. Ragazzi non dimenticate il
  12. Ho sentito che il pullman della Juve è stato preso d'assalto dai tifosi napoletani che hanno rotto il cristallo anteriore. Per caso, avete letto articoli di condanna della carta rosa sull'episodio?
  13. Che carattere la nostra squadra, ragazzi! Un bel ci sta sempre.
  14. Calciopoli, il tavolo della pace nasce male Moratti pronto ad andare via dopo un minuto. Petrucci: “Ma io sono ottimista” di FULVIO BIANCHI (la Repubblica 29-11-2011) Il tavolo (della pace) già traballa e rischia di durare un minuto: la colpa non è di Giovanni Petrucci, presidente del Coni, che ha avuto l´idea e l´ha convocato per mercoledì 14 dicembre. Ma sono troppi i rancori che separano ancora gli invitati illustri e le premesse non annunciano nulla di buono: se, ad esempio, Andrea Agnelli tirerà in ballo quello scudetto 2006, che fu tolto alla Juve e dato all´Inter, e Diego Della Valle vorrà discutere di quello che è stato Calciopoli (e quello che non è stato, con le tante, troppe omissioni), ecco che Massimo Moratti si alzerà subito dal tavolo. Il patron nerazzurro già partecipa poco volentieri: lo fa solo per rispetto di Petrucci. Però, l´idea che si parli del passato, tirando in ballo la sua Inter, non l´accetta di sicuro: anche perché, sostengono in ambiente nerazzurro, il club milanese non è mai stato giudicato a Napoli e nemmeno c´è stato un processo sportivo. Tutto si è fermato a una (pur dura) requisitoria del procuratore Stefano Palazzi, senza alcun contraddittorio, e finita nel nulla per prescrizione. Insomma, Moratti non accetta "processi". Né da Agnelli né da Della Valle. Il patron viola è contento (per ora): «Sono molto soddisfatto che sia stata accettata la mia idea, anche se un po´ tardivamente. Mi auguro che non si tratti di una riunione formale ma che oltre alla pacificazione serva a fare chiarezza su Calciopoli, su cosa è successo in quei giorni». È proprio quello che non vuole Moratti, e quando ieri ha detto «vedremo…» non si riferiva certo ai partecipanti - quelli non li sceglie lui - ma ai contenuti della discussione. Lo stesso Andrea Agnelli, dicono, sia molto agguerrito (e lo dimostrano i suoi ricorsi), intenzionato a tirare in ballo proprio quello scudetto. Alla riunione parteciperanno, per ora, in otto (ma non è finita): Petrucci, Pagnozzi, Abete, Andrea Agnelli, Moratti, Galliani, Diego e Andrea Della Valle. In realtà è la Fiorentina ad aver annunciato la presenza di Diego, il patron, e del fratello Andrea, presidente onorario. Il problema è che quest´ultimo è sospeso per Calciopoli: il Coni non commenta. Nella stessa posizione di Andrea si trova Claudio Lotito: il Coni inviterà il patron laziale col quale ha un contenzioso in corso per l´Olimpico? È probabile invece che alla tavolata si unisca Maurizio Beretta, presidente della Lega di A, mentre Massimo Cellino, consigliere federale e n. 1 del Cagliari, boccia secco l´iniziativa: «Questi tavoli mi spaventano, nascondono troppe cose: io sono contrario e offeso». Petrucci porge il ramoscello d´ulivo: «Si può raggiungere la serenità nel mondo del pallone». Ma se non devono parlare del 2006, di che catzo devono parlare? Di escort?
  15. Non si può scrivere a sto luca bergamini chiedendogli perchè non ha fatto le domande giuste? Per esempio di Nucini? Per esempio quali erano le indagini che ha fatto il caciocavallo, visto che alle domande degli avvocati ha sempre risposto che non aveva indagato?
  16. Ieri sera mi è capitato di sentire la dichiarazione del cantante-allenatore: "lottiamo per vincere lo scudetto" Quando stava da noi diceva sempre tutt'altro
  17. Abbiamo vinto una partita difficile. La Juve ha dimostrato di essere una grande squadra. Si vede la mano di uno che veniva considerato un "allenatore senza esperienza". Tuttavia a sky hano notato che in un'azione confusa il pallone è andato a carambolare sulla mano di Barzagli e l'arbitro non l'ha fischiata. LADRI SIAMO TORNATI LADRI
  18. Adesso lo so Ero indeciso. Faccio mettere le gomme Goodyear alla mia auto, visto che mi avevano proposto pirelli. e
  19. Aspetto la motivazione del verdetto per vedere come il collegio ha considerato questa parte.
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