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totojuve

Tifoso Juventus
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  1. Ho seguito, almeno in parte, il dibattimento. Mi chiedo: ma a palazzi conte che C***O gli ha fatto? Gli avrà ciulato la moglie? :interxxx:
  2. la carta rosa lo ha già scritto. Aspetta solo che finiscano lee udienze.
  3. Oggi il mister combatte una battaglia molto più importante FORZA ANTONIO!!!! :interxxx:
  4. Portanova contro Palazzi "Il comportamento del procuratore in questa vicenda è da stigmatizzare: sbagliato nei fatti e sgradevole nei modi. Siamo delusi e amareggiati". Gabriele Bordoni, avvocato di Daniele Portanova, ha presentato le controdeduzioni in vista dell'appello davanti alla giustizia sportiva per il suo assistito. "Il comportamento del procuratore Palazzi in questa vicenda è da stigmatizzare: sbagliato nei fatti e sgradevole nei modi. Siamo delusi e amareggiati. Peccato, Palazzi era sempre stato un avversario ostico ma corretto. I tabulati delle telefonate di Daniele li avevo cercati anch'io". Pesoli: "Protesta inutile Mai pensato al patteggiamento" Roma, 16 agosto 2012 Dopo lo sciopero della fame da incatenato davanti alla sede della Figc: "Sono stato condannato a 3 anni ingiustamente, speravo di sensibilizzare chi di dovere. Voglio difendermi, ne va della mia vita, ma non posso, mentre Gervasoni e Carobbio, i miei accusatori, sono stati ritenuti attendibili" "Sono tornato ieri a casa dopo 4 giorni e mezzo davanti alla sede della Federcalcio. Non è stato facile, è servita grande forza psicologica, stare lì senza mangiare, dormire, ce l'ho fatta grazie al supporto di mia moglie, dei miei figli, dei miei amici". Emanuele Pesoli a Tele Radio Stereo 92.7 parla della sua vicenda e della protesta iniziata il giorno dopo la sentenza della Disciplinare. Pesoli si è incatenato e ha deciso di iniziare lo sciopero della fame contro la squalifica di tre anni che gli è stata inflitta per il calcioscomesse. E assicura di non aver mai pensato al patteggiamento: "Mai. Chi sa di avere ragione va fino in fondo, non decide di pagare pene lievi solo per uscire in fretta da una vicenda che lo riguarda". "ingiustizia" — "Purtroppo la protesta non è servita a nulla. Vengo accusato ingiustamente per illecito sportivo, sono stato condannato a 3 anni, speravo di sensibilizzare chi di dovere. Ma a parte la Figc nessuno mi ha chiamato. Abete, Albertini e Valentini mi hanno dato ascolto e li ringrazio, ma a parte loro non sono riuscito a ottenere un confronto con chi mi ha accusato, Gervasoni e Carobbio. Quello che ho fatto in termini pratici non è servito a nulla". Pesoli ricostruisce i fatti. "Ero a casa, mi squillò il cellulare, numero sconosciuto, era Gervasoni. Non lo conoscevo, mi chiesi chi gli avesse dato il mio numero. A quella telefonata seguirono tanti messaggi. Più che altro si informava su chi avrebbe giocato magari la domenica successiva, come veniva preparata la partita. Non erano domande dirette, ma tendenti a sapere qualcosa di specifico. Capii che c'era qualcosa che non andava. Mi poteva sembrare un collega in difficoltà, perché la sua squadra, il Piacenza, lo era e doveva affrontare noi del Varese che eravamo già ai play off. Gli dissi che non avrei giocato titolare perché il tecnico mi avrebbe risparmiato in un match che per la nostra classifica contava poco. Anche se avremmo giocato alla morte, e questo gli dissi, perché volevamo mantenere la nostra posizione in classifica". "INVENZIONI" — "Il punto oscuro - prosegue nella sua ricostruzione Pesoli - è che con Gervasoni parlai spesso di Varese-Piacenza, ma sono stato messo in mezzo per una partita, Siena-Varese, per la quale mi sono sentito con Gervasoni solo per dire in quale albergo avremmo alloggiato, perché me lo aveva chiesto lui. Qualcosa di folle anche perché mi ritrovo condannato per tre anni per una partita che secondo Gervasoni doveva finire in parità, che è finita 5-0 e nella quale ho giocato appena mezz'ora, entrando sul 4-0. I contatti con Carobbio? Inventati. Palazzi ha creduto a quanto gli hanno detto, ossia che io abbia chiesto a Gervasoni chi potesse essere utile del Siena per combinare la partita. Gervasoni mi avrebbe dato il contatto con Carobbio e Carobbio mi avrebbe detto detto che non era possibile combinare Siena-Varese. Cose completamente inventate". Resta da capire perché Gervasoni ha coinvolto Pesoli. "Potrei pensare a una sua vendetta, una volta che capì che non avrebbe trovato terreno fertile. Oppure che ha scelto di fare così perché più persone tirava dentro, meno pena avrebbe scontato. E l'assurdo è che per questa vicenda lui ha preso tre mesi, io tre anni". "Chiedo un confronto" — Poi Pesoli spiega cosa chiederebbe a Palazzi: "Con lui non ho mai parlato. Vorrei che mi concedesse un confronto diretto con Gervasoni e Carobbio, i due miei accusatori. Voglio difendermi, ne va della mia vita. Ma non posso, dal momento che Gervasoni e Carobbio sono stati ritenuti attendibili. Non è stato provato che io potessi ottenere soldi. Ho fatto 16 anni di gavetta per arrivare in Serie A, prendendo solo 4 cartellini rossi. A 31 anni mi sveglio e decido di combinare una partita? Da solo? Senza coinvolgere altri compagni? È assurdo. Non chiedo la grazia. Ma semplicemente un confronto. Sono un uomo e un calciatore pulito. La mia unica colpa è stata quella dell'ingenuità. Avrei potuto denunciare i contatti con Gervasoni? Purtroppo non sussiste nei contatti neanche il presupposto per una denuncia".Gasport Calcioscommesse, Pesoli: “Un incubo, voglio difendermi e uscirne. Patteggiare? Mai”. Scritto da Dimitri Canello il ago 16, 2012 20:14 Queste le parole a Trs di Emanuele Pesoli, calciatore del Siena che fino a ieri si era incatenato davanti alla Federcalcio dopo esser stato condannato per 3 anni nell’ambito dell’inchiesta per il Calcioscommesse: “Sono tornato ieri a casa dopo quattro giorni e mezzo davanti alla sede di via Po della Federcalcio. Non è stato facile, è servita grande forza psicologica, stare lì senza mangiare, dormire, grazie al supporto di mia moglie, dei miei figli, dei miei amici. Purtroppo non è servito a nulla. Vengo accusato ingiustamente per illecito sportivo, sono stato condannato a 3 anni ingiustamente, speravo di sensibilizzare chi di dovere. Ma a parte la Figc nessuno mi ha chiamato. Abete, Albertini e Valentini mi hanno dato ascolto e li ringrazio, ma a parte loro non sono riuscito a ottenere un confronto con chi mi ha accusato, Gervasoni e Carobbio. Quello che ho fatto in termini pratici non è servito a nulla. Ricostruiamo i fatti? “Io ero a casa. Mi squillò il cellulare, numero sconosciuto, era Gervasoni. Non lo conoscevo, mi chiesi chi gli avesse dato il mio numero”. Cosa ti ha chiesto? “A quella telefonata seguirono tanti messaggi. Più che altro si informava su avrebbe giocato magari la domenica successiva, come veniva preparata la partita. Non erano domande dirette, ma tendenti a sapere qualcosa di specifico. Capii che c’era qualcosa che non andava. Mi poteva sembrare un collega in difficoltà, perché la sua squadra, il Piacenza, era in difficoltà. E doveva affrontare noi del Varese che eravamo già ai play off. Gli dissi che Varese-Piacenza non l’avrei giocata titolare perché il tecnico i avrebbe risparmiato in un match che per la nostra classifica contava poco. Anche se avremmo giocato alla morte, e questo gli dissi, perché volevamo mantenere l’imbattibilità casalinga. Il punto oscuro è che con Gervasoni parlai spesso di Varese-Piacenza, ma sono stato messo in mezzo per una partita, Siena-Varese, per la quale mi sono sentito con Gervasoni solo per dire in quale albergo avremmo alloggiato, perché me lo aveva chiesto lui. Qualcosa di folle anche perché mi ritrovo condannato per tre anni per una partita che secondo Gervasoni doveva finire in parità, che è finita cinque a zero, e nella quale ho giocato appena mezz’ora, entrando sul quattro a zero”. E i contatti con Carobbio? “Inventati. Palazzi ritenendo Gervasoni e Carobbio attendibili, ha creduto a quanto gli hanno detto, ossia che io abbia chiesto a Gervasoni chi potesse essere utile, del Siena, per combinare la partita. Gervasoni mi avrebbe dato il contatto con Carobbio, che io avrei contattato. E Carobbio mi avrebbe detto detto che non era possibile combinare Siena-Varese. Cose completamente inventate”. Secondo te perché Gervasoni ti ha tirato dentro? “Potrei pensare a una sua vendetta, una volta che capì che non avrebbe con me trovato terreno fertile. Oppure che ha scelto di fare così perché più persone tirava dentro, meno pena avrebbe scontato. E l’assurdo è che per questa vicenda lui ha preso tre mesi, io tre anni”. Cosa chiederesti a Palazzi? “Con lui non ho mai parlato. Vorrei che mi concedesse un confronto diretto con Gervasoni e Carobbio, i due miei accusatori. Voglio difendermi, ne va della mia vita. Non posso difendermi, dal momento in cui Gervasoni e Carobbio sono stati ritenuti attendibili”. Secondo l’accusa, miravi a ottenere soldi dalla combine? “Non è stato provato che io potessi ottenere soldi. Ho fatto sedici anni di gavetta per arrivare in Serie A, prendendo solo quattro cartellini rossi. A trentuno anni mi sveglio e decido di combinare una partita? Da solo? Senza coinvolgere altri compagni? E’ assurdo. Non chiedo la grazia. Ma semplicemente un confronto. Sono un uomo e un calciatore pulito. La mia unica colpa è stata quella dell’ingenuità. Avrei potuto denunciare i contatti con Gervasoni? Purtroppo non sussiste nei contatti neanche il presupposto per una denuncia”. Come immagini il confronto con Abete? “Ad Abete parlerò col cuore in mano, piango ogni giorno, lo guarderò negli occhi, so che non può fare nulla, se non darmi un appoggio morale. Però mi chiedo perché la Federcalcio permetta che qualcuno rovini ragazzi per bene per accuse infondate. La giustizia sportiva va rivista, è un sistema ormai vecchio”. Cosa faresti se ti concedessero il confronto con Gervasoni e Carobbio? “Dovrei mantenere la calma. Perché la calma può anche essere smarrita quando ci si trova davanti a due scorretti come quei due. Potrei non rispondere delle mie azioni se non mantenessi la calma”. Stai pensando di rivolgerti alla magistratura ordinaria? “Intanto aspettiamo l’appello del 20 agosto. Se andasse male ci rimetteremmo al TNAS. Comunque dovrei farmi sei mesi di squalifica. Poi ovvio che con i miei legali stiamo valutando ogni possibilità”. Tu dal Siena andresti al Verona? “Dove c’è il Direttore sportivo Sogliano che mi ha avuto a Varese e con cui c’è un rapporto eccezionale, anche economicamente sono per paradosso un privilegiato. Perché oltretutto avrò anche la possibilità di allenarmi, dal nuovo contratto collettivo risulta che le società possano non pagare gli stipendi a tesserati condannati. Ci sono tre strade: o ti congelano lo stipendio. O te li pagano finché non si completa l’iter processuale, o semplicemente i contratti diventano carta straccia”. Mai pensato di patteggiare? “Mai. Chi sa di avere ragione va fino in fondo, non decide di pagare pene lievi solo per uscire in fretta da una vicenda che lo riguarda”. [padovagoal.it]
  5. A proposito di questo gregge che tu hai citato, anche noi abbiamo conosciuto giornalisti veri, persone autentiche, che fanno il loro mestiere con la massima professionalità. Poi ci capita di leggere corbellerie come quelle dell'articolo da te postato: una schifezza scritta a parole.
  6. Certo E io mi preparerei già a votarlo (chiedo scusa ai mod, forse sto facendo politica ]
  7. Beppe Grillo pensa a Travaglio. Lui il candidato premier dell'M5S Gianfranco Rotondi, ex ministro, è convinto che la battaglia per la premiership nel 2013 sarà a tre. Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi e un candidato di peso di Beppe Grillo, che "non correrà nemmeno per diventare parlamentare ma resterà il megafono del Movimento Cinque Stelle", afferma ad Affaritaliani.it il politico fieramente democristiano. Smentita l'ipotesi di Guido Barilla e tramontata quella di Maurizio Landini, il leader del Movimento Cinque Stelle starebbe puntando le sue fiches sul giornalista torinese Marco Travaglio. Il retroscena Mercoledì, 15 agosto 2012 - 13:21:00 Gianfranco Rotondi, ex ministro e politico fieramente democristiano di lungo corso, è convinto che la battaglia per la premiership nel 2013 sarà a tre. Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi e un candidato di peso di Beppe Grillo, che "non correrà nemmeno per diventare parlamentare ma resterà il megafono del Movimento Cinque Stelle". Smentita la decisione di puntare su Guido Barilla, l'imprenditore parmigiano capo della nota società che produce pasta, il comico genovese si starebbe orientando su un volto molto famoso. Un giornalista amato da molti e allo stesso tempo odiato da tanti: Marco Travaglio. Sarebbe lui infatti il calibro da novanta su cui punterebbe il M5S per conquistare la maggioranza in Parlamento e andare alla guida del Paese. I palcoscenici di “Servizio pubblico” e de “Il fatto quotidiano” garantiscono al giornalista torinese un indiscusso successo in una larga fetta di popolazione, trasversale a qualsiasi appartenenza politica (destra, sinistra o centro). Ipotesi affascinante e fantasiosa, ma che trova riscontri. E’ dunque Travaglio il misterioso candidato premier di Grillo? Qualcuno aveva parlato anche di Maurizio Landini, il leader della Fiom, l’ultimo vero oppositore di Marchionne e della Fiat, ma pare proprio che il sindacalista non abbia alcun intenzione di entrare in politica. [libero.it] Sentito?
  8. Quanta gente che sa giudicare! Tra gli altri, un cantante che pontifica il moralizzatore boemo e un senatore che si permette, con tutta l'arroganza che il suo status politico gli da, di chiamare stupido un uomo che si allena e suda per crecare di essere pronto a intervenire nel modo più giusto in ogni situazione della partita di pallone.
  9. neanch'io mi fido di palazzi ma CGF chi cazz'è? Buon a tutti!
  10. Bei tempi. Ora nell'orto di Villar Perosa ci sono i cetrioli. Hai ripreso i turni di notte? Ti ci metto un bell'
  11. Roma Zeman punge Conte Il boemo convinto:«Un tecnico squalificato non dovrebbe allenare» Sulla squadra: c'è una formazione-tipo ma dipenderà dalla mia pazzia Adriano Serafini Non fa il nome però l'attacco arriva dritto e colpisce nel segno. Perché per Zeman possono cambiare i luoghi, ma non le posizioni. Direttamente dall'ultima conferenza del ritiro austriaco di Irdning, il boemo lancia un'altra stoccata verso la Juventus ed il suo allenatore Antonio Conte, squalificato dalla Disciplinare per 10 mesi nell'ambito della vicenda calcioscommesse. La domanda sulla regola che vieta ad un tecnico squalificato di sedersi in panchina ma non di allenare, è un assist troppo ghiotto per lasciarselo scappare: «Anche un giocatore squalificato si allena. Se squalificato per molto tempo però, non credo sia giusto. Quanto tempo? Almeno tre mesi». Poi un giudizio più generale sulla vicenda: «Fino ad ora non capisco fino in fondo, non ho letto tutte le carte. Però penso che se si vuole debellare questa cosa bisogna essere più decisi». Colpo su colpo l'attenzione si sposta anche sul calcio giocato e sui progressi della sua Roma. E la soddisfazione non manca: «Ho sempre utilizzato questo sistema di preparazione e non mi lamento. Durante il ritiro servono avversari che ti permettano di fare quello che stai costruendo». La tabella di marcia è al momento rispettata, senza nessuna preoccupazione per gli ultimi leggeri infortuni riscontrati dai suoi ragazzi: «Dovevamo fare certi lavori e siamo riusciti a metterli in pratica con soddisfazione. Mi aspetto tanto da tutti, capisco che in questi momenti c'è chi rende di più e di meno. Ci sono alcuni problemi, acciacchi fisici, ma è normale». Normale quindi entrare anche nello specifico. A partire dai volti nuovi: «Destro? Non era abituato a tutto questo lavoro, adesso lo sta accusando, ma gli servirà per il campionato. Credo che lo scambio con Borini sia stato azzeccato, Destro è più tecnico». Senza dimenticare Osvaldo: «Sta facendo molto bene e non ha problemi, perché è una forza della natura». Complimenti anche a Pjanic, «è un ragazzo che capisce subito, ci si può lavorare alla grande», e al duttile De Rossi: «Da mezzala ci gioca anche in Nazionale, lo fa a destra o a sinistra perché c'è Pirlo. Per me lo può fare anche qui». Zeman ammette che «un'idea di formazione titolare c'è, poi spero che i giocatori sui quali io non vedo l'impegno, dimostreranno di poter entrare. Ho una rosa in cui ogni ruolo è coperto da due giocatori, dipenderà dal loro stato di salute e dalla mia pazzia riguardo al loro utilizzo». A poche ore dal ritorno a Roma, la capitale continua ad essere agitata dalle ultime questioni di mercato legate principalmente all'arrivo del difensore centrale: Marquinhos è a un passo. «Non ho nessuna preferenza - aggiunge Zeman - so che stiamo seguendo quattro o cinque difensori centrali, mi auguro che uno alla fine possa arrivare. È normale che l'esperienza ha un valore e la gioventù un altro, mi auguro quindi che si riesca a scegliere quello che serve di più a noi. Oggi considero terzo centrale Romagnoli, se poi arriva qualcuno che invece che il terzo farà il primo è meglio per noi». Si inizia con riferimenti ad un allenatore, si termina con un altro, fresco vicecampione olimpico con il Settebello a Londra. Ovviamente con giudizi diversi: «Sandro Campagna? L'ho conosciuto quando era ancora un bambino. Lo tiravo in aria per fargli fare i tuffi a Mondello, giocavo con lui e sua sorella. Poi il tempo ci ha fatto perdere di vista, ma ora vederlo affermato mi fa veramente piacere. L'eroe olimpico? Phelps. È inimitabile». 13/08/2012 [il tempo] Non si sentiva la mancanza a proposito?
  12. Se lo scopo dell’associazione è di favorire la Juve nel Milan, dovrò andare a vedere come s’è comportato Bertini in quell’anno lì… cioè, che cosa ha fatto, quante volte ha arbitrato la Juve, quante volte ha arbitrato il Milan… io credo che Bertini abbia rischiato l’espulsione dall’associazione, se questo fosse… perché questa è la statistica di Bertini, che ho titolato Bertini arbitra contro l’Armata… Bertini quell’anno lì ha arbitrato 6 volte il Milan… quindi, l’hanno mandato… più di quello non potevano perché c’erano le preclusioni… e le partite sono: Milan-Atalanta, ha vinto il Milan 3-0… Milan-Roma, 1-1… Milan-Siena, 2-1… Juve-Milan, 0-0… Messina-Milan, 1-4… da notare che il Milan vince a Messina 4-1, e il Messina è la squadra di Fabiani che era il vertice di quell’associazione alla quale fa parte Bertini… Atalanta-Milan, 1-2… queste due partite, Messina-Milan e Atalanta-Milan, sono importanti anche sotto un altro profilo… risultato, 6 partite arbitrate del Milan, 4 vittorie del Milan, 2 pareggi… totale punti, 14 su 18, ha fatto il Milan con Bertini… media punti, 2,33… credo che se si fa la media punti… questi sono tutti dati che voi avete acquisito al processo, e che personalmente o attraverso una consulenza potete elaborare, potete fare la media punti del Milan di quell’anno… sicuramente è inferiore alla media punti che ha avuto con Bertini… Media punti della Juve con Bertini… la arbitra 3 volte sole… e questo la dice lunga perché se fosse stato un arbitro che avesse favorito la Juve sarebbe forse stato utilizzato per più partite della Juve… Juve-Palermo, 1-1… Siena-Juve, 0-3… Juve-Milan, 0-0… partite arbitrate 3, vittorie 1, pareggi 2… totale punti 5… media punti, 1,67… credo che sia una media punti più in linea per una squadra che sta per retrocedere che non con una squadra che vince il campionato… Mi piace mettere in evidenza questo passaggio dell'avv. Messeri
  13. Che sportività che dimostrano specialmente allenatore e presidente! :interxxx:
  14. Prandelli si ricorderà di convocare in nazionale carobbio, masiello, gervasoni & c.? Con farina lo fece. Vanno tutti premiati, non tanto per le capacità calcistiche quanto per essere delle brave personcine.. Dai, vanno convocati, visto anche che si tratta di una federazione democratica! Ecchecatzo! Vi do il mio :interxxx: a tutti
  15. diciamo che siamo dilettanti allo sbaraglio :interxxx:
  16. ma tutta naturale, non semisintetica, eh :interxxx:
  17. Risulta evidente che Cremona e Bari ritengono credibili in modo diverso i due loro pentiti. Mi pare, però, che i pennivendoli, almeno negli articoli da te ora postati, ritengono accettabile tutto ciò che deriva da carobbio e non quello che deriva da masiello. Anche Di Vaio sarebbe prosciolto, vero? Ma viene citato pochissimo. Chissà perchè?
  18. In quale giorno si festeggia questo santo? :interxxx:
  19. JUVENTUS I giorni neri di Conte condanna e dimissioni? Domani dovrebbe arrivare la sentenza della Disciplinare: possibile squalifica di dieci mesi. Ma il rapporto con Agnelli sembra già compromesso e al ritorno da Pechino ci sarà l'addio di MATTEO PINCI (Repubblica.it 07-08-2012) ROMA - Il giorno delle sentenze. Già domani, intorno all'ora di pranzo, le commissioni radunate in camera di consiglio per giudicare le 30 posizioni, tra club e tesserati, dei due procedimenti al calcioscommesse - quello relativo al filone di Cremona, e quello di Bari - dovrebbero depositare i propri dispositivi. Poi, dalla mattina di giovedì, avvocati e tifosi conosceranno i verdetti della Disciplinare. Già scritta o quasi la pena per il nome che più d'ogni altro interessa e tiene con il fiato sospeso: Antonio Conte. Per il tecnico della Juventus non sembra necessario attendere i dispositivi: la pena già scritta (o quasi) è di 10 mesi di squalifica. Uno sconto importante rispetto alle richieste di 15 mesi di stop del procuratore federale, che riequilibra la forbice con il patteggiamento al ribasso proposto da Palazzi (3 mesi e 200 mila euro di ammenda). Ma che rischia di non bastare a salvare la panchina del tecnico. Perché il rapporto tra Conte e la Juventus non è mai stato così scivoloso. Anzi, nonostante una Supercoppa ancora da giocare, si potrebbe già parlare di rottura insanabile, tanto che circola con insistenza la voce secondo cui di ritorno dalla Cina, vittoria o meno, il rapporto tra l'allenatore e il club si interromperà. Forse soltanto una eventuale assoluzione avrebbe potuto rimettere insieme i cocci, anche se la frattura sembra decisamente più profonda. Il primo segnale inequivocabile è arrivato ieri, con la notizia che il tecnico avrebbe, in caso di condanna, cambiato i rappresentanti legali per l'appello: via gli avvocati della Juventus Chiappero e Briamonte, dentro un nome di grido come quello di Giulia Bongiorno, per affiancare il legale di fiducia di Conte, Antonio De Rensis. Soltanto però la punta di un iceberg più profondo: all'interno del club bianconero esiste una corrente che vorrebbe interrompere immediatamente il rapporto. Non un caso, forse, la coincidenza con la riapertura dell'inchiesta della procura di Bari sulle partite tra i 2008 e il 2009, quello allenato da Conte. Anche se intorno al nome dell'allenatore fino a oggi non sono emersi particolari scottanti. In più ieri a Torino hanno di fatto "dimesso" il collaboratore dell'allenatore, Cristian Stellini (oggi ascoltato in procura a Bari), proprio per evitare di dovere mettere la faccia della Juventus su eventuali guai giudiziari del "vice" ed ex giocatore biancorosso. La società - che crede invece con forza nell'innocenza di Bonucci e Pepe ed è convinta di strappare l'assoluzione fin dal primo grado - non ha certamente ancora trovato un eventuale sostituto di Conte, anche se le voci intorno a Prandelli iniziano a farsi ricorrenti. Ma prima verrà affrontata la questione Conte, solo dopo si penserà a come (il "se" sembra quasi un dettaglio trascurabile) sostituirlo. Una cosa è certa: le ferita ha già iniziato a sanguinare e anche a Pechino l'aria inizia a farsi pesante. [articolo poi modificato in] JUVENTUS I giorni neri di Conte: dieci mesi di squalifica? Domani dovrebbe arrivare la sentenza della Disciplinare: possibile un lungo stop. Ma il rapporto con Agnelli sembra già compromesso. La società però smentisce l'ipotesi di un nuovo tecnico: "Conte resterà con noi anche in caso di condanna" di MATTEO PINCI (Repubblica.it 07-08-2012) ROMA - Il giorno delle sentenze. Già domani, intorno all'ora di pranzo, le commissioni radunate in camera di consiglio per giudicare le 30 posizioni, tra club e tesserati, dei due procedimenti al calcioscommesse - quello relativo al filone di Cremona, e quello di Bari - dovrebbero depositare i propri dispositivi. Poi, dalla mattina di giovedì, avvocati e tifosi conosceranno i verdetti della Disciplinare. Già scritta o quasi la pena per il nome che più d'ogni altro interessa e tiene con il fiato sospeso: Antonio Conte. Per il tecnico della Juventus non sembra necessario attendere i dispositivi: la pena già scritta (o quasi) è di 10 mesi di squalifica. Uno sconto importante rispetto alle richieste di 15 mesi di stop del procuratore federale, che riequilibra la forbice con il patteggiamento al ribasso proposto da Palazzi (3 mesi e 200 mila euro di ammenda). Ma che rischia di non bastare a salvare la panchina del tecnico. Perché il rapporto tra Conte e la Juventus non è mai stato così scivoloso. Anzi, nonostante una Supercoppa ancora da giocare, si potrebbe già parlare di frattura, tanto che circola con insistenza la voce secondo cui di ritorno dalla Cina, vittoria o meno, il rapporto tra l'allenatore e il club si interromperà. Una ipotesi che però la società smentisce. "Conte non si tocca, resterà il nostro allenatore anche in caso di condanna". Forse soltanto una eventuale assoluzione avrebbe potuto rimettere insieme i cocci. Il primo segnale inequivocabile è arrivato ieri, con la notizia che il tecnico avrebbe, in caso di condanna, cambiato i rappresentanti legali per l'appello: via gli avvocati della Juventus, Chiappero e Briamonte, dentro un nome di grido come quello di Giulia Bongiorno, per affiancare il legale di fiducia di Conte, Antonio De Rensis. Soltanto però la punta di un iceberg più profondo. In più ieri si è dimesso il collaboratore dell'allenatore, Cristian Stellini (oggi ascoltato in procura a Bari), proprio per evitare di dovere mettere la faccia della Juventus su eventuali guai giudiziari del "vice" ed ex giocatore biancorosso. Ma lo ha modificato lui? o lo hai fatto tu? Ha avuto qualche ripensamento?
  20. Il Napoli spia l'allenamento E la Juventus si arrabbia PECHINO, 07 agosto 2012 Due collaboratori di Mazzarri, il tattico Concina e l'osservatore Nitti si sono intrufolati ieri pomeriggio in alcuni locali dello stadio adibiti a palestra con vista campo, insieme ai genitori dei bambini cinesi che facevano lezione di judo. Scoperti, è nato un caso, con telefonata bianconera al d.s. azzurro Bigon La Supercoppa val bene una spiata. Ieri Walter Mazzarri ha mandato due suoi stretti collaboratori (il tattico Enzo Concina e l’osservatore Claudio Nitti) a osservare l’allenamento pomeridiano della Juve. Il fatto, però, è che l’allenamento era chiuso agli estranei. I due collaboratori di Mazzarri si sono ingegnati e hanno trovato una soluzione. Sotto le tribune dell’Olympic Sport Center Stadium ci sono alcuni locali adibiti a palestra con vista sul campo. Lì, proprio in contemporanea con l’allenamento della Juve, erano in programma le lezioni di judo per bambini cinesi. E così, mischiati ai genitori, Concina e Nitti si sono intrufolati nell’impianto. Mentre tutti guardavano i bambini, il loro sguardo era concentrato sul campo. Il flash della macchina fotografica, però, li ha fregati: la security della Juve è intervenuta e ha chiamato Fabio Paratici che si è avvicinato alla palestra. Il direttore sportivo bianconero ha intercettato Concina e Nitti che, ormai scoperti, cercavano di andare via rapidamente. Non è stata certo una bella figura per il Napoli e in particolare per i due spioni di giornata. Paratici ha anche chiamato il d.s. napoletano Riccardo Bigon per lamentarsi del comportamento che ha stupito e infastidito la Juve. dal giornalaccio rosa dello sport
  21. Capuano è, per caso, il cognome di qualcuno che conosciamo già? un pm di Napoli, o sbaglio?
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